Benone: oggi è la festa della donna. Che palle! Eppure adoro la mimosa, è il mio fiore preferito... Ma adoro anche Alberto che oggi non arriverà da bravo maschietto ammaestrato con il mazzolino di mimosa e un augurio viscido e lepegoso!!! Per favore no!!!!! Grazie, ma no. Per fortuna non ho un marito ammaestrato... per fortuna mio marito se ne sbatte di queste ricorrenze.... E a quelle che mi dicono che non mi ha mai regalato un gioiello prezioso dico che se voglio il gioiello me lo posso anche comprare da sola e che mio marito mi ha regalato la felicità, l'arte, la musica, l'ironia, la gioia di vivere e di scoppiare a ridere per tutto. E il vostro? A sì, vi ha regalato l'anellino. Che culo!!!
Ma.... Noi donne siamo più di tutto queste sciocchezze che ci vogliono propinare. E ve lo dice una che adora le sciocchezze.
Ma il mio augurio più grande è che possiate essere sempre felici, serene, in pace con voi stesse e con il prossimo. Vi auguro un milione di bellissime cose. Vi auguro di guardare sempre avanti e di voltarvi indietro con serenità. Tutto passa, tutto scorre. Non temete nulla. Vi auguro di essere forti, ma di amare la vostra fragilità, perché anche quella è una grande energia. Vi auguro il sole se lo amate e la pioggia se non la temete. Vi auguro di mangiare quintali di cioccolata senza sentirvi in colpa. In colpa si deve sentire chi pensa che un chiletto in più sia un peccato mortale. Vi auguro amore e amicizia, ma cominciamo noi per prime a comprenderne il valore infinito. Vi auguro nuove strade meravigliose da percorrere a testa alta. Ma vi auguro soprattutto una cosa: che possiate sempre sentirvi libere e piene di creatività.
Donne!!! Io gli auguri ve li faccio così! Con la musica, con un quadro e con una poesia. Perché la vita è musica, arte, poesia!!!
http://www.youtube.com/watch?v=f-x1FsvOAz4
Il quadro: l' Angelus di J.F. Millet
Eugenio Montale. Ho sceso, dandoti il braccio.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
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